Benvenuto

Benvenuto/a!

 Ti diamo il/la benvenuto/a nel luogo che la comunità cristiana ha organizzato per l’accoglienza e la formazione di grandi e piccoli.

L’oratorio risponde ad un progetto formativo, il cui obbiettivo principale è quello di diventare veramente amici fra di noi.

È quello che vuoi anche tu?

 Per diventare veramente amici, è necessario imparare ad accettarci reciprocamente.

Perché questo avvenga è necessario imparare ad incontrarci, ad ascoltarci, a conoscerci, a rispettarci gli uni con gli altri, in funzione della formazione e della maturazione globale della personalità di ciascuno.

Se questo è quello che vuoi anche tu, condividiamo con te i criteri fondamentali a cui si ispira l’attività dell’oratorio.

1. Formazione vuol dire relazione. Perciò vogliamo imparare insieme a coltivare buone relazioni. Anzitutto con i responsabili dell’oratorio: il parroco, gli educatori e le educatrici, i genitori e i volontari. È importante che tu li conosca personalmente ed impari ad ascoltarli. A loro compete di organizzare i tempi, gli spazi, gli orari delle attività comuni. Se ti viene in mente di prendere qualche iniziativa, non farlo da solo, ma condividi le tue idee e i tuoi desideri con i responsabili dell’oratorio, perché possano, insieme con te, realizzarli al meglio. Quando entri in oratorio saluta chi incontri, non solo il tuo gruppetto di amici. Se desideri invitare un amico, presentalo al responsabile, perché possa accoglierlo come merita.

2. Formazione vuol dire attenzione. Perciò vogliamo crescere insieme nella responsabilità nei confronti degli altri, in particolare di chi è più piccolo di te. Il nostro linguaggio, nelle parole e nei gesti, non è quello del più forte, al contrario è quello di chi prende le difese del più piccolo e del più debole. Rifiutiamo le parole ed i gesti cattivi e volgari e scegliamo di affrontare le eventuali difficoltà attraverso l’ascolto ed il confronto, affidandoci alle figure educative presenti. In una società matura, infatti, nessuno si fa giustizia da solo.

3. Formazione vuol dire rispetto. Perciò vogliamo imparare a rispettare gli spazi e le risorse comuni, praticando le regole previste per l’utilizzo dei vari campi e del materiale di uso comune. Poiché i giochi sono a disposizione di tutti, utilizzali senza rovinarli e senza romperli. E quando hai finito di giocare, rimettili in ordine, per permettere a qualcun altro di giocare dopo di te. Per rinnovare i materiali di uso comune, ti invitiamo a versare anche tu il piccolo contributo proposto per alimentare la cassa comune dell’oratorio.

4. Formazione vuol dire gioia di stare insieme.  Perciò vogliamo imparare ad incontrarci con tutti, condividendo con ciascuno le risorse umane e materiali a disposizione. Non impadronirti dei giochi! Al contrario, mentre giochi, fai attenzione agli altri… Che il tuo gioco non impedisca il gioco di nessun altro! Rispetta i turni e non piantare in asso il tuo compagno a metà gioco! E se un/a ragazzo/a ti chiede di giocare insieme con lui, non rispondere “no” per principio. Ti invitiamo a portare da casa il tuo pallone, per condividerlo con tutti.

5. Formazione vuol dire cura della vita, a cominciare da quel bene comune prezioso che è la salute. Perciò ti guarderai bene dal fumare in tutti gli spazi al chiuso e, all’esterno, nell’area riservata ai bambini e nei diversi campi da gioco (calcetto, basket, pallavolo). Dove puoi fumare, ti raccomandiamo di non gettare i mozziconi per terra. In ogni attività evita di farti male e di fare del male ad altri. Per questo non circolare in oratorio con pattini, biciclette, tricicli, monopattini, skateboard, moto e non introdurre animali. Contribuisci a mantenere pulito ed in ordine l’oratorio, imparando ad offrire la tua collaborazione per provvedere alle pulizie degli ambienti e per tenere in ordine la struttura.

6. Formazione vuol dire crescita umana e cristiana. Diventare veramente amici è un dono del Signore! Perciò vogliamo crescere nella sua amicizia, affidando a Lui la nostra vita e i nostri bisogni, ringraziandolo di tutto ciò che ci dona. Partecipa dunque con semplicità al momento iniziale di saluto e al momento finale di confronto e di preghiera.

                                                                                           don Pino e i collaboratori dell’Oratorio