A. Parole chiave su cui si fonda il progetto

 

Gesù chiamò i Dodici e disse loro: “Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti ed il servo di tutti” e preso un bambino, lo pose in mezzo e, abbracciandolo disse loro: “Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me non accoglie me, ma colui che mi ha mandato”

(Mc 9, 35-37)

 

Il regno di Dio è come un granello di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra.

(Mc 4, 31-32)

Perché chi vorrà salvare la propria vita,  la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.

(Mt 16, 25)

 

B. Finalità

Nella tradizione della chiesa ambrosiana l’Oratorio è da sempre il luogo in cui la comunità cristiana si prende cura delle nuove generazioni per formarle nella fede e condurle ad una scelta di vita cristiana, incarnata nella chiesa locale.

L’emergere, in questo dopoguerra, dell’urgenza di una nuova evangelizzazione richiede oggi che l’intera pastorale della parrocchia acquisisca un taglio catecumenale.

Conforme a questa esigenza, la parrocchia S. Maria Assunta in Certosa ha elaborato il suo progetto pastorale, con particolare attenzione al cammino dell’Iniziazione Cristiana.

L’organizzazione e la gestione dell’Oratorio si collocano in questa prospettiva.

Alla luce dell’evangelizzazione l’Oratorio vuole essere uno spazio, umano ancor prima che fisico, in cui chiunque abbia ascoltato la Buona Notizia della morte e della risurrezione di Gesù possa fare esperienza della fraternità e della comunione che nascono dall’accoglienza del messaggio evangelico.

L’Oratorio, dunque, è il luogo in cui la comunità cristiana si riunisce, svolge le sue attività, accoglie ed educa alla vita evangelica le nuove generazioni.

Allo stesso tempo l’Oratorio è lo spazio che la comunità parrocchiale offre a quanti avvertono il bisogno di accoglienza e di socializzazione.

Ecco alcuni punti, per cogliere meglio la connessione tra l’esperienza dell’ascolto della Parola del Signore e la sua concretizzazione all’interno della realtà dell’Oratorio.

 

  1. Nella fase del “primo annuncio”, all’interno dei gruppi di Iniziazione Cristiana, i ragazzi ascoltano la Buona Notizia dell’amore di Dio per la loro vita: un amore gratuito, incondizionato e fino alla morte, che si spende senza riserve per la realizzazione della loro esistenza. Il cammino di gruppo conduce i ragazzi ad ascoltare vedere e toccare questo amore nell’umanità di Gesù morto e risorto.

            Al termine del primo annuncio ai ragazzi viene fatta una promessa molto concreta: quella di      trovare in Gesù il più grande tesoro della loro vita. Ma non solo… Gesù dice a ciascuno:     “Metto accanto a te persone con le quali potrai condividere questo tesoro: amici che ti             ascolteranno e ti capiranno, persone che ti aiuteranno a crescere, fratelli e sorelle ai quali tu          potrai voler bene e dai quali ti sentirai voluto bene”…

  1. Appare subito chiaro quanto sia importante che questa promessa si realizzi davvero, per dono di Dio, perché divenga credibile il messaggio dell’amore del Signore. Il gruppo di catechesi è il primo luogo in cui i ragazzi ne fanno esperienza. Un altro luogo altrettanto significativo è la comunità parrocchiale riunita nella liturgia festiva. L’Oratorio è la terza grande occasione per compiere questa esperienza, in una dimensione di condivisione più libera e quotidiana.
  2. Fare esperienza di fraternità fa crescere la consapevolezza che la promessa del Signore si realizza davvero. Quando ciò succede, la coscienza di chiunque, soprattutto dei piccoli, comprende che ha bisogno proprio di quel dono per la realizzazione della sua vita. Questa consapevolezza è, dal punto di vista umano e spirituale, molto importante, perché muove a scegliere la comunione e a cercare di ricostruirla ogni volta che l’autosufficienza o la rivalità la offuscano o la distruggono. I valori morali si innestano, allora, nella più ricca e vitale esperienza della promessa del Signore, che interviene a finanziare costantemente con il dono del suo amore l’esperienza della fraternità.
  3. È facile vedere come da questa esperienza vitale dipende la ricerca dell’incontro con il Signore nella preghiera, l’esperienza della riconciliazione con gli altri e con Dio, la scelta della gratuità e del servizio, come via non tanto di sacrificio, ma di piena realizzazione della promessa di vita del Signore.
  4. Fare esperienza di tutto questo porta ad una tale ricchezza umana e di relazione da condurre la coscienza dei giovani a scegliere in maniera definitiva uno stile di vita cristiano, percepito come il più grande “affare” della propria vita.

 

Da qui alcune coordinate fondamentali del nostro Oratorio

  1. l’Oratorio, con i suoi spazi di incontro, di attività e di formazione, è un tassello essenziale della pastorale di annuncio e di evangelizzazione della parrocchia;
  2. si pone in stretta relazione con il cammino di Iniziazione Cristiana e con le scelte dei catechisti;
  3. si pone altresì in stretta relazione con la vita liturgica e con il progetto pastorale complessivo;
  4. è animato innanzitutto da adulti che hanno ascoltato e accolto per primi la Buona Notizia e sono desiderosi di comunicarla, con le parole e con i fatti, agli altri, in particolare ai più giovani;
  5. vuole condurre ragazzi e giovani ad una forte esperienza di comunione e di gratuità, attivando all’interno dei loro gruppi collaborazioni concrete, al servizio dei più piccoli e dei bisogni della parrocchia;
  6. si apre per sua natura all’accoglienza dei più piccoli, dei più deboli e dei lontani, secondo un progetto educativo e missionario che mira a rispondere ai bisogni di ciascuno, coinvolgendolo nella dinamica della comunione secondo la sua misura.

 

C. Esame dei vari periodi dell’anno

 

L’attività dell’Oratorio appare assai diversificata a seconda dei periodi dell’anno e delle particolari proposte formative:

 

1)            nella fase primaverile ed autunnale è utilizzato in prevalenza la spazio all’aperto. Caratteristiche  di questa fase sono:

a)            una notevole affluenza di ragazzi e ragazze di tutte le età, che utilizzano gli spazi per incontrarsi, sostare e organizzare giochi di gruppo. In alcuni momenti gli spazi appaiono sovraffollati. Molto ambito è soprattutto il campetto di calcio.

b)            Lo spazio dedicato ai giochi dei piccoli è mediamente molto affollato, essendo l’unico spazio attrezzato del quartiere. La maggior parte dei genitori presenti vivono questo spazio più come un giardino pubblico che come spazio integrato nell’Oratorio.

c)            Ci sono alcuni volontari, troppo pochi rispetto al bisogno, che vivono con maggiore responsabilità la propria presenza in Oratorio. L’obiettivo dei volontari è imparare a progettare insieme, in base a criteri educativi comuni.

d)            Il sabato e la domenica sono giorni che necessitano in particolare della presenza di volontari, soprattutto adulti che si prendano a cuore le necessità educative e formative dell’Oratorio. Questo bisogno è presente in tutti i periodi dell’anno.

2)     Nella fase invernale vengono utilizzati maggiormente gli spazi al chiuso. Questa fase     presenta queste caratteristiche:

a)      l’Oratorio feriale è frequentato da pochi ragazzi, un gruppetto delle elementari e un           gruppo tra gli 11 anni e i 15 anni. La loro partecipazione è variabile di anno in anno. 

b)      Il loro principale interesse è trovare uno spazio in cui potersi incontrare fra di loro e          giocare insieme. L’obiettivo delle proposte dell’Oratorio invernale è aiutare i ragazzi a      stabilire buone relazioni e crescere nell’adesione alle finalità dell’Oratorio.

  3)    L’oratorio estivo:

a)            raccoglie mediamente 60 ragazzi (tra la terza elementare e la terza media).

b)            Coinvolge una quindicina di adolescenti come animatori e un gruppo di cinque/sei mamme, che collaborano ai laboratori.

c)      Ogni anno sviluppa un tema. La giornata (dalle 8.30 alle 17.00) è suddivisa tra giochi e     occasioni formative, con alcune uscite nel corso della settimana.

  4)    Le giornate comunitarie in oratorio:

a)      sono occasioni di incontro ormai collaudate, dedicate ai gruppi di ragazzi in formazione,    ai loro genitori e agli adulti della parrocchia;

b)      hanno lo scopo di approfondire il cammino di Iniziazione Cristiana;

c)      sono gestite dal Parroco e dalle catechiste.

  5)    Le feste:

Le feste sono momenti di incontro importanti di grandi e piccoli. Vengono preparate da gruppi di adulti e dai ragazzi più grandi.

Da questa breve sintesi si coglie come l’aspetto ricreativo e di accoglienza dell’Oratorio sia, soprattutto in alcuni momenti dell’anno, prevalente sull’aspetto più propriamente formativo.

D. Obiettivi generali.

L’ obbiettivo principale è promuovere il carattere formativo dell’Oratorio, in stretta relazione con i cammini di Iniziazione Cristiana rivolti ai ragazzi, senza per questo tralasciare l’aspetto ricreativo e di accoglienza. Solo potenziando il primo è possibile realizzare nel modo migliore anche il secondo.

Ciò significa:

a)      investire nella formazione degli adulti interessati al progetto, in particolare coloro che sono in cammino con la comunità parrocchiale;

b)      creare un collegamento organico tra i formatori dell’Iniziazione Cristiana e i responsabili dell’Oratorio, per realizzare percorsi formativi unitari;

c)      promuovere l’aggregazione degli adulti e dei ragazzi in risposta a bisogni comuni e condivisi, superando l’aggregazione superficiale o di semplice uso reciproco;

d)      fare costantemente riferimento – a tutti i livelli e in tutte le occasioni –  al dono e alla promessa del Signore, promuovendo in particolare l’esperienza dell’ascolto reciproco, del rispetto delle diversità, della riconciliazione e del ringraziamento;

e)      coinvolgere i frequentatori dell’Oratorio – piccoli e grandi – nelle iniziative della parrocchia, in particolare nella proposta dell’ascolto e della condivisione.

E. Obbiettivi specifici.

A livello formativo, l’intera proposta dell’Oratorio mira a promuovere nei ragazzi e negli adulti coinvolti nell’esperienza educativa:

a)      l’ascolto di sé

b)      la condivisione dei propri bisogni e vissuti personali

c)      l’ascolto degli altri

d)      il rispetto della diversità degli altri

e)      la valorizzazione delle proprie ed altrui potenzialità

f)        la capacità di chiedere e offrire riconciliazione nel nome del Signore

g)      il riconoscimento dell’autorità come servizio al bene comune

h)      la disponibilità ad una progettualità comune

i)        il rispetto degli impegni presi

j)        la crescita della responsabilità nei confronti degli oggetti e degli spazi comuni

k)      la disponibilità al servizio, in particolare nei confronti dei più piccoli e dei più deboli

l)        la solidarietà tra le generazioni, in particolare nei confronti degli anziani

m)    il desiderio e la richiesta al Signore del dono della fraternità

n)      la preghiera di lode e di benedizione legata all’esperienza vissuta.

A livello operativo, vista la presenza di varie fasi e funzioni dell’Oratorio, così come di una grande varietà di gruppi, nel corso dell’anno vengono preparati dei sottoprogetti, relativi a:

e)            L’oratorio invernale

f)              L’oratorio primavera/autunno

g)            Le giornate comunitarie

h)            Le feste

i)              L’oratorio estivo

j)              Le vacanze

k)            Il coordinamento e formazione dei volontari e degli animatori

Ogni sottoprogetto mette a fuoco:

  1. la realtà di partenza
  2. i destinatari
  3. il loro bisogno formativo
  4. gli obbiettivi dell’intervento
  5. le modalità e i mezzi di attuazione
  6. le modalità di contratto con i destinatari
  7. le eventuali modalità di verifica
  8. gli operatori e i volontari coinvolti

 

Tali obbiettivi vengono graduati a secondo dell’età e del grado di cammino di ognuno, con particolare riferimento agli obbiettivi formativi stabiliti per i singoli itinerari di Iniziazione Cristiana.

Per rispondere meglio ai bisogni dei ragazzi, se necessario, vengono pensati degli interventi di piccolo gruppo oppure individualizzati.

Tali interventi rientrano come microprogetti all’interno dei vari sottoprogetti presentati, con una loro specifica definizione rispetto ai destinatari, agli obbiettivi, alle modalità di attuazione e agli operatori coinvolti.